Mede Lomellina - Piazza del Peso Pubblico

Concorso di idee - Progetto Vincitore

(Con Arch. Gotta A., Arch. Martini F., Arch. Pecchio M., Arch. Zavattaro P.)

Despar Design Contest - Vipiteno

Concorso di idee

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Concorsi

Sistemazione dello spazio aperto dell’area adiacente il peso pubblico.

Il progetto, vincitore del concorso bandito dal Comune di Mede, è stato concepito partendo da un'analisi urbana a scala del quartiere ed individuando gli elementi di supporto esterni all'area oggetto di studio, sia nel disegno dei collegamenti pedonali, degli assi prospettici e visuali, della struttura viaria, che nella funzione da destinare allo spazio su cui si deve intervenire. In riferimento a quest'’ultimo aspetto, si è quindi pensata l'area come un giardino di quartiere” in grado di offrire possibilità di sosta e di svago per la popolazione locale e che, inserito all'’interno di un “sistema” di servizi collegati, o meglio collegabili, fra loro (quali scuole, verde attrezzato attrezzature sportive, giardini pubblici, ecc), risulterebbe luogo centrale della distribuzione urbana.

Obiettivo del progetto è quindi quello di restituire dignità al luogo attraverso la valorizzazione di quest'area, importante, non solo per la nuova funzione di fulcro riorganizzatore di una realtà frammentata ed eterogenea per stili e linguaggi, ma anche in quanto porta alla città e quindi simbolo delimitatore di due ambiti diversi.

La presenza di una casualità, tipica delle aree di frangia dove il disordine degli interventi ha determinato una situazione di non luogo, ha suggerito un intervento capace di riconnettere i vari paesaggi che si affacciano su questa zona; paesaggi diversi non solo tra elementi allo interno della città, ma anche tra quest'ultima e la campagna esterna. Ecco che la collocazione sul territorio di quest'’area sulla frontiera della città, ha suggerito di trasformarla in collante” fra dentro e fuori, oltreché tra frammenti diversi di uno stesso ambito.

L'espediente per consentire allo spazio in questione di assolvere a questo compito, è scaturito dall'’osservazione del territorio a livello planimetrico. Si è quindi individuato un segno forte nella scansione dei campi limitrofi, da qui la decisione di stendere un tappeto” unificatore la cui trama ritracci il parcellare agricolo e, ammagliando le preesistenze, permetta un trapasso graduato tra la città e la campagna. Se , da una parte, la lettura di questo sito come “zona filtro” tra una realtà agricola ed una urbana, ha suggerito di adottare segni che ritracciassero il parcellare dei campi, l'ambito urbano è richiamato adottando un elemento verticale che simboleggia le mura della città. E quest’ultimo un muro verde che delimita la pertinenza della città, lasciando comunque filtrare il disegno agricolo della pavimentazione che, insinuandosi tra il costruito, uniforma con un'unica maglia tutta l'area.

Palesata la vocazione di cerniera che si è conferita all'’area, capace di integrarsi e di integrare al, ed il, contesto di cui fa parte, si vogliono ora specificare le ragioni di alcune scelte progettuali scaturite dall'analisi del luogo.

Si vuole ora focalizzare l'attenzione sull'analisi puntuale degli elementi previsti in progetto.

In quanto luogo di aggregazione, evidente è la necessità di introdurvi aree per sosta, zone a carattere ludico, spazi atti ad accogliere un quantitativo eterogeneo di persone con attrezzature in grado di assolvere queste esigenze; per cui si sono inseriti:

-Porticati con funzione di percorsi e spazi per la sosta, oltreché di copertura dalle intemperie, ampliandone quindi la fruibilità anche in certi periodi dell'’anno. I due porticati sono collocati lungo l'orditura del parcellare su cui giacciono, sottolineando quindi il segno della maglia anche in alzato; questi elementi, oltre a delimitare i principali due spazi di aggregazione (la piazza e l'area verde”), enfatizza il significato ammagliamento incontrando e scavalcando il muro verde, quest’ultimo segno di rottura del tappeto di pavimentazione.

-Il pergolato addossato alla parete verde, costeggia l'area tutta e, coprendo un percorso rialzato, funge da coronamento ad una passerella in grado di fornire una visione privilegiata del luogo.

-Il verde attrezzato, polmone del quartiere, occupa buona parte dell’area e costituisce un appropriato, se non necessario, elemento di conforto in un luogo di aggregazione e contribuisce a conferire all'intervento quel carattere di mediazione tra agricolo ed urbano di cui si è largamente trattato in precedenza.

-Il gioco bimbi, atto ad accogliere i più piccoli, estende la fruibilità del luogo anche a visitatori di questa fascia di età.

-Una piazza principale che ospita le attività più disparate, dalla rappresentazione, all’esposizione merceologica, alla manifestazione occasionale alla festa del rione e quant’altro si possa praticare in un luogo di aggregazione di un certo respiro.

-I parcheggi trovano sede in adiacenza all'area, e sono adeguati luoghi di sosta anche per i mezzi di trasporto dei visitatori motorizzati.

COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA.

La caratteristica principale del progetto è quello della massima flessibilità nell'utilizzo degli spazi che si vanno a realizzare. Parlo di spazi perchè all'interno del volume costruito si sono ricavati più ambienti (boxes/stanze) che umanizzano il rapporto cliente/venditore differenziando le funzioni e consentendo una fruizione più raccolta. La flessibilità è una caratteristica fondamentale per la vendita al dettaglio che nel tempo deve poter adeguare la propria offerta sulle esigenze dei clienti, alle mode e ai prodotti sempre in evoluzione. Da qui la scelta di un manufatto edilizio ottenuto per aggregazione di solidi che si modificano a seconda delle esigenze del punto vendita. Esse infatti possono da subito cambiare moderatamente anche solo con la disposizione di arredi, espositori o reparti. Le esigenze però possono cambiare nel lungo periodo ed è perciò possibile immaginare la necessità di eventuali ampliamenti volumetrici senza che ciò comprometta la composizione nel suo insieme, già pensata per aggregazione di solidi. La scelta effettuata ha cioè volutamente rinunciato ad un gesto architettonico magari anche molto accattivante o futuristico, ma che spesso rischia di sacrificare le reali esigenze di una moderna attività commerciale costringendo il contenuto ad adeguarsi al contenitore e non viceversa, come invece credo debba essere.

Si è optato perciò per una immagine architettonica più flessibile, meno rigida e disegnata, meno impattante visivamente, ma comunque riconoscibile e non banale e soprattutto rispettosa dell'ambiente e del paesaggio.

La struttura parte cioè dalle dimensioni di bando (32,5m x 29m) per una altezza di 10,50 m andando a definire un parallelepipedo virtuale nel quale vengono inscritte grosse colonne portanti, il volume così ottenuto viene poi scomposto per sottrazione-addizione di ulteriori parallelepipedi determinando maggiore dinamismo, ma preservando la superficie complessiva richiesta.

Il grande volume principale così definito occupa però solo i primi 6 metri circa della altezza disponibile, il rimanente volume (da quota +6,00 a +10,00) viene utilizzato per ricavare un ulteriore spazio coperto sul quale si collocano più “boxes” di diverse dimensioni (da quantificare a piacimento in funzione di ciò che dovranno ospitare) intorno a un grande pozzo di luce baricentrico alla figura. La soprastante copertura è prevista con struttura principale con coppi di travi di legno lamellare e soprastante struttura metallica a sostegno di pannelli in vetro fotovoltaico con inclinazione del 10% come richiesto dal bando.

Esternamente al fabbricato si intende rafforzare il carattere formale dei “boxes” del piano primo che perciò si vanno a replicare all'interno del piazzale per contenere i carrelli della spesa, i bidoni di raccolta differenziata, le ricariche auto/bici elettriche, le aree di sosta attrezzate per spazi all'aperto bimbi, etc.


ECOLOGIA-SOSTENIBILITA'

Il sistema edificio, nello spirito “Evolution” del progetto, tenta di raccogliere il meglio delle tecnologie oggi utilizzabile per arrivare a un edificio ad altissimo rendimento con un alta riduzione di emissioni di CO2.

Il tutto partendo da una grande attenzione all'involucro come sopra descritto, anche in considerazione dell'esposizione dei vari fronti e del relativo posizionamento delle superfici trasparenti così da aumentare la prestazione passiva dell'edificio.

Di seguito si vanno ad elencare le caratteristiche principali:

Produzione energia:

La copertura oltre a garantire il riparo dell'edificio dagli agenti atmosferici, assicura un consistente approvvigionamento di energia così riepilogato:

Ipotesi di calcolo resa impianto fotovoltaico a Vipiteno:

kWp installati : 140 circa; Produzione per kWp installato: 1.302 kWh; Produzione annua: 182.280 kWh; CO2 non immessa nell'atmosfera l'anno: 140 tonnellate; Petrolio bruciato in meno l'anno: 490 barili

Recupero acque meteoriche:

La grande copertura consente di raccogliere le acque meteoriche attraverso le colonne in acciaio di grande sezione che convogliano le precipitazioni in grandi cisterne utili per l'irrigazione del verde e delle cassette wc.

Ventilazione:

Integrazione tra naturale, ibrida e artificiale con realizzazione camini aerazione in colonne portanti, riduzione delle portate d'aria movimentate e controllo CO2, recupero calore dall'aria espulsa dal sistema, basse velocità di diffusione aria, riduzione rumorosità e adozione di Building Automation Control System.

Climatizzazione estiva:

Ventilazione naturale e ibrida nelle ore notturne che sfrutta le colonne/camini di aerazione, Free cooling, controllo puntuale della radiazione solare e ombreggiamento delle chiusure trasparenti, realizzazione di impianti dedicati sulle diverse funzioni e portata d’aria esterna regolata sul benessere olfattivo e respiratorio, ovviamente il tutto con recupero di calore, elevato isolamento termico con coibenti con alti valori di sfasamento dell'onda termica, tubazioni interrate per pre-raffrescamento geotermico dell'aria

Climatizzazione invernale/Riscaldamento:

Elevato isolamento termico dell'involucro opaco e razionalizzazione del posizionamento dell'involucro trasparente (poco aperture a nord), impianto monozona per il piano terreno e dedicato su zone operative a piano primo, controllo delle temperature operative, portata d’aria esterna regolata sul benessere olfattivo e respiratorio, ovviamente il tutto con recupero di calore.

Il riscaldamento del magazzino sarà ottenuto con il recupero del calore prodotto dal circuito di refrigerazione.

Refrigerazione alimentare:

Posizionamento apparecchi lontano da fonti di calore/irraggiamnto, banchi prodotti freschi chiusi con sportelli, illuminazione banchi a led, recupero calore di condensazione per integrazione impianto riscaldamento e produzione acqua sanitaria , utilizzo di gas refrigerante ecologico (CO2) per impianto Bt, apparecchiature a basso consumo.

Illuminazione:

controllo della qualità della luce naturale (eventuali schermature) e integrazione con illuminazione artificiale a basso consumo (LED e/o fluorescenti di ultima generazione) con sistemi di dimmerizzazione. Il tutto ampliando la percezione degli spazi esterni.

MATERIALI

I materiali che si intendono utilizzare sono: principalmente il legno di abete (leggi logo Despar!) per la realizzazione dei vari boxes (vere e proprie pareti a secco con coibenti naturali con alti valori di sfasamento dell'onda termica come lane/fibre di legno) e per la struttura portante del tetto fotovoltaico realizzata con travi lamellari accoppiate (e volendo anche del solaio tra piano terra e primo).

L'involucro del piano terreno è pensato con strutture prefabbricate in cls a taglio termico con orizzontamenti in predalles, al fine di consentire una riduzione consistente di costi e manutenzione nel tempo (in alternativa sarebbe però molto gradito un involucro completamente a secco in legno di abete magari sbiancato e solaio con travi in lamellare).

Nello spirito delle architetture montane sarebbe inoltre molto affascinante l'uso della pietra per tutto l'involucro del piano terreno, ma visto l'incremento di costi e tempi di esecuzione non si osa proporlo come alternativa economicamente sostenibile per interventi commerciali ordinari.

Le colonne portanti a sostegno del solaio e dei travi accoppiati in legno lamellare saranno realizzate in acciaio e svolgeranno duplice funzione: camini di aerazione per il ricircolo naturale dell'aria (quelli più perimetrali) e raccolta acque meteoriche in cisterna interrata per recupero acque piovane (quelli più baricentrici).

Le vetrate saranno realizzate con triplo vetro e basso emissivo per prestazioni di alto livello.

I piazzali saranno realizzati con pavimentazioni drenanti e materiali riciclati, i boxes porta carrelli, porta biciclette, ricariche auto/bici elettriche, etc... saranno realizzati in legno di abete.

Alternative più estrose di textures:

1.il basamento in cemento potrebbe essere in alternativo completato con murales realizzati a tema su iniziativa di associazioni della zona.

2. I boxes a piano primo (in un linguaggio pop) potrebbero essere rivestiti con immagini giganti di prodotti in vendita così da fare maggior effetto manifesto


FATTIBILITA'

Si rimanda ad una più attenta analisi economica di progetto, ma fin da ora si ritiene l'intervento più che attento alle esigenze economiche di realizzabilità. Si è ricercato infatti soluzioni innovative applicate all'edilizia corrente oggi ampiamente disponibile a costi decisamente accessibili per un intervento di questo genere; cosa che nella sfavorevole congiuntura economica odierna non può non essere tenuta in considerazione. Inoltre, come detto in precedenza, l'intervento è facilmente replicabile con caratteristiche analoghe, ma dimensioni differenti (in più o in meno) su fabbricati esistenti o di prossima realizzazione della catena Despar.

Le strutture in cemento armato prefabbricato sono le più economiche nonchè largamente disponibili e beneficiano di tempi di montaggio e di costruzione molto brevi. Le strutture in legno lamellare inoltre sono ormai altrettanto disponibili e veloci nel montaggio ancor più nell'area sud tirolese ricca di maestranze specializzate, così come le pareti a secco in legno e fibre, opportunamente impregnate con coloriture differenti come da progetto. Proprio per questo sarebbe bello tenerle in considerazione anche per l'involucro del piano terreno (in prima istanza proposto in prefabbricati cementizi) nell'ottica di una struttura ancora più sostenibile.

La copertura con telai e colonne portanti in acciaio sono di facile realizzabilità a prezzi contenuti, così come serramenti e pannelli fotovoltaici.

I tempi di realizzazione si prevedono perciò di breve-media durata.

Il progetto prova a “rivoluzionare” (REVOLUTION) il modo di realizzare la grande distribuzione attraverso l'”evoluzione” (EVOLUTION) di un modo di vivere e quindi di costruire più consapevole e sostenibile attraverso un sistema di vendita più a misura d'uomo e attento al benessere delle persone.

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